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giovedì 6 agosto 2009

Seta di Alessandro Baricco



Nonostante sia uno degli autori italiani più conosciuti al momento, non avevo ancora letto nulla di Alessandro Baricco.
Ancora una volta mi sono avvicinata a un autore grazie al ritrovamento di due libri in un mercatino dell'usato nella Svizzera tedesca. Uno dei due è Seta, Alessandro Baricco, edito da Rizzoli. Un libricino che si legge in poche ore.
Ho trovato dei commenti discordanti su questo libro, in internet. C'è chi lo ha amato fin dalle prime righe e chi lo considera un romanzetto rosa e anche un po' spinto.
A me, personalmente, è piaciuto molto: mi stuzzica il modo di scrivere di Baricco in questo libro (forse scrive così sempre, ma io devo ancora scoprirlo) con pause forzate tra parole, ripetizioni di parti, una terminologia ricercata seppur semplice...come se ogni parola - fin la più banale - fosse stata scelta con cura e intenzione, senza lasciare nulla al fluire casuale delle parole. Mi è piaciuta anche la storia dietro la quale non vedo nessun tipo di pornografia, come invece è stato scritto da qualcuno, ma semplicemente vedo la forza della passione. Passione non come elemento di un romanzetto rosa, ma come ciò che fa vivere anziché sopravvivere. Mi piace il ruolo di ogni personaggio, compreso quello della moglie di Hervé Joncour, fondamentale per l'esito della storia.
Splendido anche il ruolo della stessa seta, leggera e sensuale e del lontano Giappone.
Tanto da leggere, in poche parole scritte.

martedì 26 agosto 2008

Banana Yoshimoto: Giappone e Italia in Chie-Chan e io


Il prossimo libro di cui ho voglia di parlarvi è Chie-Chan e io di Banana Yoshimoto. Ancora una volta la Feltrinelli pubblica la traduzione di uno dei tanti libri che Banana Yoshimoto scrive: la sua produzione in giapponese è davvero molto fiorente.
Chie-Chan e io parla della convivenza di due donne, una quarantenne e una di poco più giovane; l'una, abituata a vivere sola e a fare viaggi in Italia per lavoro, si ritrova proiettata nella sfera della maternità tanto da rinunciare persino alla propria vita affettiva. L'altra nasconde un segreto che una volta rivelato potrebbe cambiare i principi della convivenza. Se succederà oppure no lo scoprirete dalla lettura di questo libro che porta con sé i valori di amicizia, famiglia, legami affettivi, temi tanto cari a Banana Yoshimoto che per una volta si discosta, invece, dalla magia delle percezioni paranormali e in parte anche dalla drammaticità della morte che in Chie-Chan e io fa la sua comparsa sì, ma senza i soliti risvolti tipici della scrittura della Yoshimoto.
Un libro che sembra fatto apposta per essere tradotto per il vasto pubblico italiano: la protagonista del libro parla dell'Italia qua e là. A me pare sotto forma dei soliti stereotipi che per Banana (ma anche per molti altri, ne sono certa) fanno dell'Italia il Paese di Dante, Michelangelo, del vino e delle olive, dell'amore a prima vista e, per non tralasciare nulla, della mafia, o meglio, degli stupri e dei borseggiamenti.
Non mi piace quello che probabilmente per la Yoshimoto voleva essere un omaggio all'Italia. Proprio non mi piace. Insomma, dei tanti libri che ho letto della Yoshimoto, questo non è certo il migliore, ma continuerò a leggerla perché mi piace sentire in bocca quel sapore di malinconia misto a solitudine, tipico dei suoi racconti, quando ne divoro le pagine.