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domenica 25 ottobre 2009
Patrizia Poloni: vincitrice del Pontemagico 2009
Con immensa gioia vi comunico che sta sera, 24 ottobre 2009, con la mia favola "Il gatto nel sacco" ho vinto il primo premio del concorso letterario Pontemagico!
Una serata bellissima, in cui le favole finaliste sono state lette prestigiosamente da Silvia Sartorio, che ha saputo impreziosire le parole della mia fiaba.
Un caloroso grazie a tutti gli organizzatori e ai giurati che hanno scelto la mia fiaba!
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martedì 7 aprile 2009
Passaggio in ombra: capolavoro della scomparsa Mariateresa Di Lascia

Una delle cose che più amo fare è gironzolare per i mercatini delle pulci o per i Brockenhaus, capannoni o vecchie case pieni zeppi di cose usate. Guardo, tocco, annuso quasi tutto. A volte compro, ma non spesso.
In uno dei miei giri per Brocki svizzeri mi sono imbatutta in un libro in italiano. A differenza di libri in altre lingue (francese, spagnolo, inglese) non capita spesso di trovare libri in italiano. Mi direte forse che gli italiani all'estero si tengono ben stretti i loro libri, ma haimé non è così: gli emigrati italiani non leggono molto, tutti qui.
"Passaggio in ombra" di Maria Teresa Di Lasica: ho preso il libro tra le mani e ho letto il risvolto di copertina che riporto qui visto che il sito della Feltrinelli non dedica che una scarna riga a questo libro, credo ormai introvabile:
"Solitario come un'autobiografia e corale come una saga familiare, questo romanzo potente ma delicatissimo riesce a raccontare l'intreccio complesso di storie che costituiscono una comunità attraverso lo sguardo di una donna che rivisita nella memoria le fasi della propria crescita. Alcune figure di parenti sono memorabili, così come indimenticabile resterà l'immagine di un Sud tanto avvolgente e aspro, quanto vitale e dolce.
La densità della storia narrata, le sue stratificazioni, la ricchezza psicologica delle descrizioni mescolata alla forza dell'azione, fanno di questo esordio un caso limite. La scrittura, sospinta da una sua arcana necessità interna, ha una trasparenza formidabile. Si tratta di un'opera irripetibile che ci consegna innanzitutto un personaggio femminile - Chiara - che nel momento di arrendersi alla fatica di vivere trova la forza e l'orgoglio di raccontare la vita".
Inutile dire che già a metà pagina avevo deciso di comperare il libro.
Un libro impegnativo, dotto, pieno, profondo, completo. Un libro che non poteva essere scritto in nessun altro modo.
Mi sono più volte chiesta se la tristezza e l'angoscia della protagonista Chiara fossero in qualche modo autobiografiche: Maria Teresa (o Mariateresa, non ho ancora capito bene) è morta per malattia prima che il romanzo uscisse rendendo questo il suo primo e unico libro. Ogni parola del libro mi sono sembrate davvero la chiosa ad una vita vera, quella dell'autrice.
Bello, bello, bello. Non serve scrivere altro.
Come ho detto sopra non credo sia semplice trovare questo volume, benché abbia vinto il Premio Strega nel 1995. Ho visto, però, che lo si trova da leggere online, per chi a differenza di me non è dipendente dall'odore dei libri.
Ringrazio vivamente chi lo ha abbandonato in un Brocki e ha così permesso che fosse mio per sempre.
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venerdì 9 gennaio 2009
Conosciamo Paola Mastrocola e Una barca nel bosco

Finalmente ho trovato il tempo di dedicarmi ad un libro di Paola Mastrocola: Una barca nel bosco, edizioni Guanda.
Il testo è scritto in modo semplice almeno fin quasi alla fine del racconto, l'io narrante è infatti un adolescente - Gaspare - emigrato dal Sud a Torino per frequentare il Liceo. Nella nuova città si troverà come un pesce fuor d'acqua - una barca in un bosco, appunto. I primi 3/4 del libro, incentrati sugli sforzi di integrazione di Gaspare, si presentano realistici e surreali insieme...o forse surreali solo per noi adulti. Perché riflettendoci un po' su, chi da adolescente non si è mai sentito fuori posto? Oggi, poi, nell'odierna società giovanile, la continua ricerca di appartenenza al branco mi sembra molto più forte che ai miei tempi. Per cui non credo sia giusto definire assurda la storia di Gaspare, così come fatto da molti.
O meglio, non è per nulla assurda nella ironica drammaticità della prima parte del libro.
Dove il testo crolla invece nell'assurdo e perde di forza, lasciando il lettore (in questo caso io) disinteressato, è nell'ultima parte: cambiano il linguaggio e il ritmo narrativo: troppo veloce rispetto al racconto dei primi anni di Liceo, ci presenta un Gaspare adulto, per nulla realistico, anzi troppo "fantastico", tanto che mi viene da chiedermi: Paola Mastrocola voleva raccontarci una favola? Ma allora manca di coerenza nella prima parte del libro, dove non ci leggo alcuna favola.
Peccato.
Se posso esprimere la mia modesta e personale opinione per questo testo ci voleva un buon editor che tenesse per mano la Mastrocola nell'ultima parte del libro. Per tutto il resto, invece, il lavoro mi è sembrato straordinario.
Un'ultima cosa: se leggete qua e là i commenti di noi umili lettori, troverete molte voci che non hanno amato questo libro...eppure Una barca nel bosco ha vinto il Premio Campiello 2004. Qualche domanda sorge spontanea...
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lunedì 10 novembre 2008
"Lo strano caso del cane ucciso a mezzanotte" di Mark Haddon

Lo strano caso del cane ucciso a mezzanotte di Mark Haddon, Einaudi, è stato da molti recensito come un giallo. Per me non è così: forse il pretesto da cui parte il racconto di Christopher - il protagonista del libro - può essere relegato tra i temi caratteristici di un giallo (l'indagine sulla morte del cane ucciso a mezzanotte), ma dal mio punto di vista questo testo racchiude in sé ben altro. Profondità introspettiva di un mondo diverso dal "normale" con realismo crudo e sensibilità accesa ci fanno imparare a conoscere e poi amare Christopher, con tutte le sue manie, paure o abitudini che di tanto in tanto riconosciamo anche nostre seppur "normali" e così diversi da un ragazzo affetto da autismo.
Un libro che si legge tutto d'un fiato e non per scoprire chi ha ucciso il cane a mezzanotte, ma per avvicinarsi a Christopher e capire quanto il ragazzo sia in grado di superare i suoi limiti pur di raggiungere lo scopo, che già da prima di metà libro non è più scoprire l'assassino.
Arrivata alla fine, avrei voluto ricominciare dall'inizio perché Christopher è un ragazzo dal quale non vorresti staccarti mai.
Un libro che fa riflettere sulla diversità, ma che fa anche sorridere molto.
Solo una domanda mi martella nella testa: quanto Haddon è attendibile? Voglio dire, le sue parole sarebbero davvero anche le parole di un ragazzo con la sindrome di Asperger? O la fantasia limita la realtà?
Chi ama la matematica ha un motivo in più per leggere "Lo strano caso del cane ucciso a mezzanotte": un problema da risolvere in appendice, che per me è assolutamente irraggiungibile visti i miei limiti in materia!
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domenica 5 ottobre 2008
Il libraio di Selinunte di Roberto Vecchioni

Questo è un libro che ho letto già da un po', ma che porto nel cuore indissolubilmente: Il libraio di Selinunte, Roberto Vecchioni, Einaudi.
Le ragioni di questo mio attaccamento sono più di una: da una parte la profonda ammirazione che ho per l'autore del testo, Roberto Vecchioni, che starei ad ascoltare per ore ed ore (e non mi riferisco solo alle sue canzoni) incantata ed estasiata, al punto di non essere nemmeno in grado di stringergli la mano e ringraziarlo quando me lo trovo davanti (ma questa è un'altra storia). Dall'altra parte amo il testo nel suo contenuto: breve ed efficace nell'esaltazione delle parole, anzi, scriverei Parole con la P maiuscola. Le Parole...che mondo sarebbe il nostro se non esistessero le Parole? Cosa sarebbe di noi? Cosa dei nostri sentimenti? Ma esisterebbero, poi, i sentimenti? Il Libraio di Selinunte che non vende i libri (ancora una volta un romanzo con protagonisti i miei amati libri!), ma li legge ad alta voce per coloro che hanno voglia di ascoltarli: solo un ragazzino capisce il significato e l'importanza di questa strana libreria e tutte le sere sgattaiola via dal suo letto per ascoltare di nascosto la voce del vecchio libraio.
Un paese magico, una favola magica...attenzione alle Parole...guai se all'improvviso volassero via!
Per non sprecare Parole vorrei farvi ascoltare la canzone Il libraio di Selinunte di Vecchioni. Non sono riuscita a inserirla nella mia Playlist, ma potete sentirla grazie ad un video di itaca.dgl
Eccolo:
IL LIBRAIO DI SELINUNTE
Così di notte quando tutto era silenzio nella strada,
io scavalcavo la finestra
e camminavo con le scarpe in mano,
e mi infilavo nella luce fioca della sua bottega
per sentire la voce di quel piccolo uomo.
Così di notte in quella stanza
dove mi dimenticavo il tempo,
io stavo ad ascoltarlo di nascosto
mentre lui leggeva
parole di romanzi e versi come cose da toccare
e al frusciare di pagine mi sentivo volare...
E le parole come musica di seta
mi prendevano per mano,
e mi portavano lontano dove il cuore
non si sente più lontano:
dentro le immagini, nei libri e nella pelle
di chi aveva già vissuto cose tanto uguali a me,
nella follia d'essere uomo e nelle stelle
per andare oltre il dolore più inguaribile che c'è;
e le parole si riempivano d'amore,
le sue parole diventavano d'amore,
le sue parole diventavano l'amore...
Così la notte quando gli incendiarono la casa,
e la gente rideva e diceva che era finalmente ora,
capii che c'è davvero una diversità infinita
tra imparare a vivere e imparare la vita;
guardavo il pifferaio che si portava dietro le parole
e se le trascinava nella luce bianca della luna:
non si voltò, non si voltò neanche a salutare,
se le prese su tutte e le gettò nel mare...
E le parole del libraio da quella sera
se ne andarono per sempre
e mi lasciarono con gli occhi di un bambino
che non può sognare più.
Tutte le notti torno con le scarpe in mano
per vedere se da qualche parte le riporterai;
di giorno provo a ricordarmele ma invano,
troppi uomini non cambiano
e non cambieranno mai:
parlano tutti ma non dicono parole,
le loro cose non diventano parole,
mi manchi tu, mi mancano le tue parole...
Ma ci son sere che scendendo verso il mare
mi sembra come di sentirti, e non ti vedo;
ma se mi illudo che sia ancora tutto vero
quasi ci credo.
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venerdì 19 settembre 2008
Nove racconti dall’ „Odore di treno“
Oggi per la prima volta pubblico una recensione non mia, ma di una giornalista (c.c.) del settimanale La Provincia di Sondrio. Parla del mio "Odore di treno".
(c.c.) – Sono incontri casuali durante il viaggio. Tratta lunga o breve che sia, la carrozza dà modo di incrociare volti. Conoscere persone, imbattersi in storie di tutti i tipi. Ogni giorno una nuova avventura, che non solo occasione per incontrare viaggiatori, ascoltare – magari nolenti – dialoghi, litigi, parole d’amore o d’affetto, ma anche per attivare il meccanismo della memoria e del ricordo.
“Odore di treno”, il lavoro d’esordio di Patrizia Poloni attua questa forma di trasferimento di vissuti ed emozioni. Nata a Tirano nel 1970, trasferitasi dal 1999 a Winterthur in Svizzera dove vive e lavora come giornalista, Poloni è cresciuta sui treni. Quelli che la portavano a scuola a Sondrio, quelli che la portavano all’Università e poi quelli che le hanno fatto fare la spola fra la Svizzera e l’Italia. Senza contare che fin da piccola il treno ha fatto parte della sua vita, visto che il papà era ferroviere. «Treni che puzzano di urina – scrive nell’ex introduzione -, di ferro sporco, di freni consumati o che non hanno alcun odore, quasi asettici. Quante persone ho incontrato, o anche solo sfiorato, nel mio viaggio su rotaia: persone tutte diverse le une dalle altre: strane, speciali, fragili, intriganti, sole, malate dentro e fuori, persone con caratteristiche straordinarie». Alcune di queste persone sono ora le protagoniste dei nove racconti di “Odore di treno”. Nei racconti l’incontro diventa il modo per sviluppare l’intreccio su tre binari: l’incontro in sé come fatto avvenuto, la storia che si nasconde dietro alla persona intravista o con cui si è scambiata qualche parola e, infine, il ricordo del passato (in particolare dell’infanzia) innescato dalla situazione. Il tutto avviene con un tono colloquiale, con un linguaggio comprensibile, scorrevole e piacevole. Sono racconti che si leggono con curiosità e in cui il lettore si intravede e pensa: «Eh già, questo è successo anche a me!». C’è l’ex galeotto che inquieta Poloni, ci sono uomini sporchi, ci sono la donna senza nome e l’uomo delle borse, le lacrime di una ragazza bionda, l’arancia condivisa con una mamma e la sua silenziosa bambina. Apre il libro il racconto “Come dentro a un film” che sancisce la fine della storia d’amore (e del matrimonio) cui la scrittrice assiste, con la caduta della fede della donna. Poloni la raccoglie, la donna nega che sia sua e se ne va. Ora un piccolo sogno si è fatto strada; che «magari queste pagine finiscano nelle mani di qualcuno che mi possa aiutare a ritrovare l’uomo e la donna, splendidi come attori holliwoodiani di altri tempi, incontrati per caso o per fato alla stazione centrale di Milano, in uno dei momenti più drammatici della loro vita. Magari potessi liberarmi finalmente di quella fede d’oro, leggera, eppure pesantissimo fardello che porto sempre con me, nel mio portafogli da ormai dieci anni. E poter così cambiare il finale del mio racconto». Odore di treno, Patrizia Poloni, Edizioni Ulivo, Balerna
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martedì 9 settembre 2008
In compagnia di Markus Zusak e La bambina che salvava i libri...o, meglio, la bambina che rubava i libri

Quello che ho appena finito di leggere è un libro davvero speciale, non lo si può definire in altro modo: La bambina che salvava i libri, Markus Zusak, Frassinelli ambientato nella Germania nazista.
Un libro speciale, come speciali sono i libri per la piccola protagonista, Liesel Meminger: il suo primo libro lo raccoglie da terra durante il funerale di suo fratellino e lo conserva come un prezioso oggetto che le possa ricordare per sempre la vita che si è da poco spezzata. Liesel non sa ancora leggere, presto però, con difficoltà ma con tanto amore, imparerà a farlo e continuerà a farlo nei momenti più difficili della sua vita: per tenere lontani gli incubi che la perseguitano, per tenere lontano la malattia e la persecuzione di Max - l'ebreo nascosto in cantina - e per tenere lontane le bombe che fluttuano sopra Monaco.
Il libro ha una narratrice d'eccezione: la Morte che va raccogliendo anime qua e là, a volte amareggiata e compassionevole a volte sottilmente sadica, ma consapevole che quello è e sarà per sempre il suo compito.
La Morte ci descrive con poesia e sensibilità tutti i personaggi del libro e ne fa dei protagonisti che restano inevitabilmente nel nostro cuore: Liesel, l'amico Rudy, l'ebreo Max, quel Saukerl del Papà adottivo di Liesel e la madre adottiva dalla faccia di cartone; ci parla di un periodo della nostra Storia con parole soffici e pesanti al contempo, senza banalizzare gli eventi, anzi tutt'altro.
Un libro da non perdere per chi sa ancora commuoversi e per chi non sa più farlo.
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lunedì 4 agosto 2008
Nuova Pubblicazione: Frontiere-Premio Fogazzaro, New Press, Como

Eccomi di nuovo qui con una mia nuova editoriale: dopo la pubblicazione di Odore di treno a ottobre 2007, lo scorso maggio ho partecipato al Premio Fogazzaro, neonato premio letterario nella Regione Insubrica.
Il mio racconto breve "Punti di vista" si è piazzato tra i dieci finalisti del Premio per cui è stato pubblicato nel volume Frontiere, Premio Fogazzaro, New Press, Como. Buona lettura!
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lunedì 29 ottobre 2007
Sogna, ragazza sogna…come dice Roberto Vecchioni
Un anno fa in questi giorni aveva inizio il mio grande sogno: io, Patrizia Poloni, chiudevo in una busta A4 il mio manoscritto Odore di treno e lo spedivo alla casa editrice Edizioni Ulivo.
Avevo bisogno di capire quanto il mio amore per la scrittura potesse essere capito da persone non strettamente legate a me dal sangue o dai sentimenti. Ebbene, ad un anno di distanza il mio libro viene pubblicato dalla casa editrice ticinese. E il mio grande sogno si realizza! Odore di treno viene distribuito in Svizzera e in Valtellina!
A questo punto il bisogno di confronto continua a farsi sentire, forse ancora più forte di prima. Ho creato questo blog per poter dialogare con chi avrà avuto voglia di leggere il mio libro. Un blog che spero possa diventare un luogo virtuale di incontro e di scambio di opinioni e sensazioni sul mondo straordinario delle parole scritte.
Qui potete ascoltare la mia intervista radiofonica (al minuto 15.10”) fatta da Rossana Maspero per RSI1
Un anno fa in questi giorni aveva inizio il mio grande sogno: io, Patrizia Poloni, chiudevo in una busta A4 il mio manoscritto Odore di treno e lo spedivo alla casa editrice Edizioni Ulivo.
Avevo bisogno di capire quanto il mio amore per la scrittura potesse essere capito da persone non strettamente legate a me dal sangue o dai sentimenti. Ebbene, ad un anno di distanza il mio libro viene pubblicato dalla casa editrice ticinese. E il mio grande sogno si realizza! Odore di treno viene distribuito in Svizzera e in Valtellina!
A questo punto il bisogno di confronto continua a farsi sentire, forse ancora più forte di prima. Ho creato questo blog per poter dialogare con chi avrà avuto voglia di leggere il mio libro. Un blog che spero possa diventare un luogo virtuale di incontro e di scambio di opinioni e sensazioni sul mondo straordinario delle parole scritte.
Qui potete ascoltare la mia intervista radiofonica (al minuto 15.10”) fatta da Rossana Maspero per RSI1
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