
Tempo fa, facendo zapping con il telecomando, sono finita su "Che tempo fa" e ho trovato Fabio Fazio che intervistava Claudio Baglioni sul suo primo romanzo Q.P.G.A., Mondadori.
L'intervista mi ha incuriosito, così, appena ho avuto l'occasione, ho acquistato il libro convinta di avere tra le mani una magia.
Ebbene, la delusione si sarebbe presto manifestata.
Non sono una fan di Baglioni - questo lo devo premettere - nel senso che non ho mai comperato un suo disco quindi non conoscevo la storia di Questo piccolo grande amore già raccontata nel disco del 1972 e tantomeno ero in grado di fare paragoni e relative somme e sottrazioni. Ho semplicemente letto il libro come se leggessi un nuovo libro di un qualsiasi autore. Se la storia a una più o meno quarantenne può far venire in bocca il gusto nostalgico per l'adolescenza e il primo amore amplificando ricordi propri, lo stile narrativo assieme a certi passaggi invece annoia. O almeno annoia me. A tratti c'è una presenza di punti forzatamente da intellettualoidi, a tratti invece sembra di leggere un romanzetto rosa stile Harmony.
Cosa proprio non mi è piaciuto? Un esempio per tutti: la descrizione del primo rapporto sessuale. Baglioni ha voluto rendere magico il momento, descrivendolo con parole poetiche senza mai dire chiaramente cosa Andrea e Giulia stessero facendo. Idea carina, con il parallelismo del temporale, del mare, della pioggia. Ma alla fine davvero tutto eccessivo. Poesia estremizzata. Parole che si contorcono intellettualizzando i sentimenti.
Faccio fatica a comprendere: ho avuto l'impressione che il libro (così come il film, immagino) sia rivolto a un pubblico stile pubblico di Moccia...ma allora certe parti sono decisamente fuori luogo per quel pubblico. Viceversa ho pensato che il pubblico volesse essere quello degli adulti, magari anche discretamente acculturati, ma allora di nuovo questo pubblico non comprenderà certe altre parti. Non so, ho l'impressione che manchi di equilibrio Q.P.G.A.
Quello che certo non manca è la gigantesca macchina dello spettacolo e della spettacolarità: un film, un libro, un concerto evento, un nuovo disco...ingranaggio tritasoldi.
Mah...a volte, come dice Vasco Rossi in una sua canzone, BASTA POCO...






